sabato 21 agosto 2010

A Ground Zero, NYC

L'idea portata avanti dal Presidente Barack Obama di aprire una moschea a Ground Zero è probabilmente una delle trovate più geniali di quest'uomo dalle infinite risorse. Il suo predecessore Bush - e probabilmente anche Mc Cain, non tanto per sua volontà quanto piuttosto per la spinta degli ultraconservatori della Palin - anzichè una moschea avrebbe edificato una cattedrale, tanto sontuosa quanto monumentale: un modo per riaffermare la superiorità morale, politica e militare dell'Occidente cristiano sul mondo musulmano, in definitiva benzina sul fuoco dello scontro di civiltà da lui fomentato. Obama invece, da questo punto di vista, dimostra di essere fatto di tutt'altra pasta: la pasta progressista e cosmopolita di una persona molto più giovane, nata in una famiglia "multietnica" e "multiculturale" e cresciuta non soltanto nella provincia dell'America profonda, ma anche all'estero, respirando altre culture e mentalità. Ecco allora la sua idea: tendere la mano al Medio Oriente e ai musulmani - dei quali una grande quanto pacifica comunità vive proprio negli Usa - dimostrando che si può anche porgere l'altra guancia, passare sopra ai torti compiuti ripartendo da zero e abbracciarsi fraternamente, nonostante tutto.
Gli Stati Uniti d'America nascono da una costola dell'Europa settecentesca ed ottocentesca, di cui assorbono tanto i "rifiuti umani" - com'erano allora chiamati, nel continente d'origine e non soltanto negli Usa, gli italiani, gli irlandesi, gli scozzesi, i russi e i polacchi - quanto i talenti migliori. Negli anni seguenti crescono territorialmente e demograficamente a danno del Messico e della Spagna, a cui rispettivamente sottraggono province e colonie. E, al pari di quant'avveniva nell'America del Sud in quegli stessi anni, importano schiavi neri dall'Africa. Sono il risultato di un grande meltin pot che ha messo insieme, stratificandoli di volta in volta, tanti popoli diversi. Basta girare per New York, o leggersi molti cognomi americani anche di personalità assai famose, per imbattersi nelle etnie più disparate: serbi, russi, polacchi, ebrei, tedeschi, latini, afroamericani, italiani, irlandesi, scozzesi, olandesi, francesi, greci, armeni, arabi, indiani, cinesi e chi più ne ha più ne metta. Quelli che un tempo erano gli ultimi arrivati, e facevano la fame nel fondo più basso delle gerarchie sociali, adesso sono i privilegiati e guardano dall'alto al basso i nuovi immigrati.
Guardando alla loro storia, gli Stati Uniti possono scegliere se diventare - o continuare ad essere, come dopotutto è stato fino ad oggi - il riassunto della civiltà occidentale ed il suo più alto e muscoloso esponente, oppure il riassunto e il punto di ritrovo di molte se non di tutte le popolazioni mondiali. In quest'ultimo caso, l'idea di realizzare una moschea dov'è avvenuto uno dei più tragici attentanti alla civiltà occidentale, quello dell'11 settembre 2001, può essere una risposta di pace e cosmopolitismo capace di esportare la democrazia con molta più facilità e successo di quanto non possano i carri armati telecomandati e le bombe intelligenti.

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